La bocciatura del bilancio nell’ultimo Consiglio Comunale di Solofra non è stata un semplice incidente di percorso. Al contrario, rappresenta l’inevitabile risultato di mesi di gestione amministrativa segnata da tensioni interne, decisioni contraddittorie e una crescente instabilità politica.
Una crisi che, in realtà, parte da lontano e che negli ultimi mesi ha avuto passaggi evidenti a tutti. Prima la revoca del vicesindaco Gaetano De Maio, rientrato poco dopo con la stessa carica. Poi l’azzeramento della giunta, annunciato come un tentativo di rilancio amministrativo e rivelatosi invece l’ennesimo segnale di difficoltà politica.
A seguire, la nomina a vicesindaco di Gabriele Pisano, durata appena venti giorni prima della rinuncia alla carica. E infine, dopo appena due mesi, la revoca del dott. Gerardo De Stefano, assessore alla sanità, allontanato perché non in linea con l’approvazione del bilancio.
Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: un bilancio bocciato da undici consiglieri, di cui sei appartenenti alla stessa maggioranza e cinque della minoranza. Un fatto politico estremamente grave che certifica una realtà ormai evidente: la maggioranza non esiste più.
Tutto questo ha un responsabile politico chiaro: il sindaco Nicola Moretti. Non è dato sapere se quanto accaduto sia il frutto di improvvisazione o di errori di gestione politica, ma il risultato è evidente: il Comune è stato trascinato in una crisi istituzionale senza precedenti.
E se qualcuno oggi pensa di ricompattare in fretta e furia una maggioranza solo per restare incollato alla poltrona, il rischio sarebbe quello di trasformare una crisi politica già grave in qualcosa di ancora più paradossale.
Nel frattempo, però, la città paga il prezzo più alto. I problemi restano, i servizi rallentano e l’amministrazione appare paralizzata dalle proprie divisioni interne.
La verità è ormai difficile da ignorare: questa stagione amministrativa sembra essere arrivata al capolinea.
La città merita serietà, stabilità e rispetto. Non questo spettacolo.