Da consigliere comunale di minoranza continuo a sollevare, dentro e fuori dal Consiglio, il tema del lavoro a Solofra. Un tema centrale, che incide direttamente sulla vita delle famiglie, sulle prospettive dei giovani e sulla tenuta economica dell’intero territorio.
Eppure, a fronte di annunci e dichiarazioni, le risposte concrete continuano a mancare. Non si intravede una strategia chiara, né una direzione capace di affrontare con serietà una questione che non può più essere rinviata.
La verità, per quanto scomoda, è sotto gli occhi di tutti: senza diversificazione industriale non esiste un futuro occupazionale solido. Continuare a puntare quasi esclusivamente sulla lavorazione della pelle – settore storico e identitario del territorio – senza affiancare nuovi comparti produttivi, significa ignorare le trasformazioni del mercato e le difficoltà reali che cittadini e imprese stanno vivendo.
Non si tratta di mettere in discussione una tradizione, ma di affiancarla con una visione moderna, capace di attrarre nuovi investimenti, nuove competenze e nuove opportunità. Restare fermi equivale, di fatto, a retrocedere.
A questo scenario già critico si aggiunge un problema concreto e più volte sollevato in sede istituzionale: i tempi eccessivamente lunghi delle autorizzazioni ambientali. Oggi, per ottenere un via libera, si arriva anche a undici mesi di attesa. Un tempo incompatibile con qualsiasi logica imprenditoriale.
In un contesto competitivo, dove le aziende scelgono territori dinamici e reattivi, ritardi di questo tipo rappresentano un freno enorme. Significa scoraggiare chi vuole investire, perdere occasioni e, di conseguenza, compromettere la creazione di nuovi posti di lavoro.
Eppure, su questo punto, l’amministrazione continua a non intervenire con decisione. E non intervenire, in questo caso, significa assumersi una responsabilità politica precisa.
Ancora più grave è la totale assenza di confronto con le professionalità del territorio. Tecnici, imprenditori ed esperti esistono, sono presenti e disponibili a contribuire. Ma vengono sistematicamente esclusi dai processi decisionali.
Questa non è una dimenticanza. È una scelta. Una scelta che limita il potenziale di crescita della città e che impedisce la costruzione di soluzioni condivise e realmente efficaci.
Il ruolo della minoranza non è solo quello di criticare, ma anche di vigilare, denunciare e proporre. È un compito che continuerò a portare avanti con determinazione, perché Solofra merita molto di più.
Merita una visione industriale chiara, tempi certi per chi investe e un’amministrazione capace di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità.