L’hub per il riciclo delle plastiche riaccende il tema del ruolo istituzionale del Comune di Solofra

La vicenda dell’hub per il riciclo delle plastiche racconta una verità che ormai molti cittadini di Solofra conoscono bene: la nostra città non decide, ma subisce.

I fatti sono semplici e, proprio per questo, ancora più gravi.

Il 24 giugno si terrà presso la Regione Campania la Conferenza dei Servizi chiamata a esaminare un progetto industriale destinato a incidere sul futuro del nostro territorio. Una data fissata dagli organi competenti e certamente non comunicata all’ultimo momento.

Eppure, a pochi giorni da questo passaggio fondamentale, assistiamo a uno scenario surreale.


Un Comune che arriva impreparato alla Conferenza dei Servizi

Da un lato il Sindaco e l’Amministrazione sostengono di non conoscere adeguatamente il progetto e di non avere elementi sufficienti per comprenderne la reale portata.

Dall’altro, la stessa Amministrazione convoca un tavolo di confronto soltanto dopo la Conferenza dei Servizi, fissandolo per il 30 giugno.

Una scelta che lascia inevitabilmente spazio a molte domande.

Se davvero il Comune non conosce il progetto, dove è stato fino ad oggi?

Com’è possibile che un’Amministrazione comunale non sia pienamente informata su un insediamento industriale di tale rilevanza per il proprio territorio?

Com’è possibile arrivare alla vigilia di una Conferenza dei Servizi dichiarando, di fatto, di non sapere cosa si andrà a discutere?

Se tutto questo fosse vero, ci troveremmo davanti a un fatto di straordinaria gravità politica.


Governare significa anticipare, non rincorrere

Il compito di chi amministra una città non è inseguire gli eventi.

Significa anticiparli, studiarli, conoscerli e rappresentare gli interessi della comunità in tutte le sedi istituzionali.

Una buona amministrazione arriva preparata ai tavoli decisionali, non quando le decisioni sono ormai state prese.


Solofra continua a perdere peso politico

La realtà è che, ancora una volta, Solofra si presenta ai tavoli decisionali senza una strategia, senza una posizione chiara e, soprattutto, senza il peso politico necessario per far valere le proprie ragioni.

È già accaduto con le vicende che hanno interessato l’ASI.

Sta accadendo oggi con questo nuovo insediamento industriale.

Si apprendono le decisioni quando sono già in corso.

Si convocano incontri quando i tempi utili sono ormai trascorsi.

Si rincorrono procedure avviate da altri.

Una città che, per storia, tradizione industriale e importanza economica, dovrebbe essere protagonista delle scelte che la riguardano, finisce invece per assistervi da semplice spettatrice.


Il problema non è il progetto, ma il metodo

Il punto non è essere favorevoli o contrari a questo progetto.

Il punto è un altro.

Solofra dovrebbe essere nelle condizioni di discutere, approfondire, valutare e incidere prima che le decisioni vengano assunte altrove.

Questo è il vero ruolo che dovrebbe svolgere un’Amministrazione comunale.

Invece assistiamo all’ennesima dimostrazione di debolezza istituzionale.

  • Un territorio che subisce.
  • Un’Amministrazione che arriva sempre dopo.
  • Una maggioranza che non governa i processi, ma ne prende semplicemente atto.

Solofra merita una rappresentanza autorevole

Quando una città perde la capacità di incidere sulle decisioni che riguardano il proprio futuro, il problema non è il singolo progetto.

Il problema è l’assenza di un Sindaco e di una maggioranza autorevole, preparata e capace di rappresentare davvero Solofra nei luoghi in cui si decide.

Perché la politica dovrebbe servire esattamente a questo:

  • difendere il territorio;
  • guidare i processi;
  • rappresentare la comunità;
  • costruire il futuro.

Non limitarsi a commentarlo quando ormai è stato deciso da altri.